Vuoi regalarle un anello di diamanti?
Prima o poi arriva il momento (meglio poi), di dover simboleggiare quell’accrocchio di sentimenti incorporei in qualcosa di palpabile, maneggiabile, ammirabile e – per il gentil sesso – cosi luccicante.. Ebbene si, il dono del tradizionale anello di diamanti prima o poi colpisce tutti, meglio quindi essere preparati e pronti nel “cosa” si acquista e che tipo di differenza possiamo trovare tra diamante e diamante.
Ma prima di trattare l’argomento specifico diamante, soffermiamoci un attimo sulle tipologie di anello ed il proprio significato.
Io personalmente conosco solo il trilogy e l’affermato solitario, ma non metto in dubbio che possano esistere altre variabili piu o meno classiche/esotiche.
Il Modello di Trilogy, famoso per i castoni a “Cesto” che mettono bene in luce i 3 diamanti, è una montatura di anello molto alla moda, ideale per un regalo di fidanzamento.
Età consigliata: Per donne dai 18 ai 35 anni.
L’anello trilogy è composto da 3 diamanti, da qui il nome di trilogy.
La teoria più romantica lega i tre diamanti del trilogy al significato di passato presente e futuri, lasciando intendere a chi riceve il trilogy “ti ho amato” – “ti amo” – “ti amerò per sempre”, insomma tutto incluso in un anello solo, un vero affare..
Oltre alla simbologia degli “innamorati” ne esistono molte altre, quella più rilevante sul significato del trilogy è sicuramente quella legata al significato Cristiano di Padre, Figlio e Spirito Santo.
E’ ovvio che un anello con 3 diamanti non deve obbligatoriamente seguire una di queste “teorie” perché rimane sempre e comunque un gioiello con dei diamanti, con l’inequivocabile significato di “amore duraturo” dovuto all’eternità dei diamanti e, perché no, anche al costo notevole e impegnativo del regalo che viene fatto. In ultima analisi potete ritrovarvi in una di queste correnti di pensiero o più semplicemente potete adattare il significato del trilogy al vostro tipo di regalo e circostanza, sono moltissimi infatti gli uomini che scelgono di regalare un anello trilogy alla nascita del primo figlio, dove con il tre diamanti incastonati si comunica il significato di “noi due e nostro figlio”, oppure alla nascita del terzo figlio, spesso accompagnato da incisioni interne tipo “i nostri 3 figli.. ”
Ad ogni modo, per un significato specifico o per semplice bellezza del modello, l’anello trilogy di diamanti resta inequivocabilmente tra i regali più ricercati, ogni donna amante dei gioielli ne desidera uno, la grandezza e il costo è ovviamente direttamente proporzionale al tipo di circostanza e al budget a disposizione.
Il Modello di Solitario, viene cosi chiamato dal tipo di pietra che solitamente vi è incastonata, il motivo principale: “solitario” ovviamente perché è solo, si tratta di una sola pietra; “amore unico, eterno e duraturo” senza dubbio perché i diamanti hanno questa loro durezza estrema e senza dubbio perché ogni diamante ha una sua storia legata ad un invecchiamento di milioni di anni, i diamanti naturali sono comunque delle pietre preziose uniche, possono essere identiche di colore, di taglio, di purezza, di lucentezza, ma ognuno è nato per conto suo, non è stato fabbricato in serie, e quindi è unico.
Questi concetti chiave (durezza estrema, unicità, preziosità) rendono il diamante la sintesi ideale di “per me sei unica e ci sarai per sempre” almeno per chi crede ancora in questi valori, fondamentali per un rapporto di coppia duraturo.
La pratica di indossarlo all’anulare della mano sinistra è invece fortemente legata alla leggenda della “venas amores” secondo la quale la vena dell’anulare della mano sinistra arriva direttamente al cuore..
Un anello con diamante solitario può essere regalato sempre, non è mai tardi per farlo. Si può regalare in giovanissima età come regalo da innamorati, da fidanzamento; oppure durante il fidanzamento come “impegno” nel fidanzamento o come proposta di matrimonio/regalo per il matrimonio. Successivamente può essere regalato in ricorrenze legate agli anniversari di fidanzamento e matrimonio. Spesso con il passare degli anni un solitario può essere regalato per “sostituirne” uno regalato in precedenza, magari troppo piccolo per una donna che si avvicina ai 40 anni.. Tirando le somme si può affermare pienamente che un solitario si può regalare sempre, ad ogni età, bisogna essere solo innamorati della persona che si ha di fronte.
Analizzate le varie montature arriviamo al sodo! “IL DIAMANTE“
Ogni diamante è caratterizzato dalle famose QUATTRO “C”, ossia quelle caratteristiche tecniche che rendono un diamante migliore o peggiore di un altro, e, di conseguenza, che rendono un diamante più costoso di un altro.
l prezzo di ogni diamante è proporzionale alle sue 4 C, maggiore è la purezza maggiore sarà il valore, come per il colore, il taglio e la caratura.
Le 4 C del diamante sono:
- Colore (Color) – Colore del diamante
- Purezza (Clarity) – Purezza del diamante
- Taglio (Cut) – Qualità di taglio del diamante
- Carato (Carat) – Peso del diamante
[IL COLORE]
Intanto va precisato che quando un diamante viene detto “bianco” non significa che ha un colore effettivamente bianco, come il latte o la panna per fare un esempio, per bianco viene intesa la trasparenza del diamante. Più un diamante è “bianco” più è alto il suo valore. La scala della colorazione dei diamanti parte dalla lettera D e arriva alla lettera Z. Riportiamo di seguito una tabella per una più semplice comprensione:
Colore D = Bianco eccezionale superiore. Massimo nella scala dei bianchi, il più costoso di tutti.
Colore E = Bianco eccezionale
Colore F = Bianco extra superiore
Colore G = Bianco extra
Colore H = Bianco
Colore I = Bianco leggermente sfumato
La altre colorazioni fino alla Z si avvicinano sempre di più al giallo.
[LA PUREZZZA]
IF = Intarnally Flawless. E’ il grado di purezza più elevato, è quello che comunemente gli inesperti chiamano “diamante senza segni” ma non è così, il diamante ha sempre dei segni, solo che per la categoria IF questi segni sono talmente microscopici che non si riescono a vede con la lente a 10 ingrandimenti.
VVS1 e VVS2 = Very Very Slightly included. E’ il grado di purezza utilizzato in alta gioielleria. Sono segni molto difficili da vedere con una lente a 10 ingrandimenti.
VS1 e VS2 = Very Slightly included. E’ il grado di purezza più utilizzato nella media-alta gioielleria. Sono segni difficili da vedere con una lente a 10 ingrandimenti.
SI.1 e SI.2 = Slightly included. E’ il grado di purezza più utilizzato nella medio-bassa gioielleria. Sono segni facilmente visibili con una lente a 10 ingrandimenti.
P.1 I.1= Imperfect. Sono inclusioni difficilmente individuabili ad occhio nudo ma nettamente visibili con una lente a 10 ingrandimenti.
P.2 I.2 = Imperfect. Sono inclusioni facilmente individuabili ad occhio nudo.
P.3 I.3 = Imperfect. Sono inclusioni notevoli che si vedono facilmente ad occhio nudo, è il grado di purezza più basso.
La purezza indica quante inclusioni ci sono nel diamante. Maggiori inclusioni ci sono nel diamante e minore sarà il suo valore. Le inclusioni sono di vario tipo, non vanno tutte accomunate, alcune impurità sono dei segni neri ben visibili mentre altre sono cose talmente impercettibili che spesso anche un gemmologo potrebbe non notare.
[TAGLIO]
Il taglio è la caratteristica meno in vista del diamante, ma è invece decisamente importante. E’ infatti grazie alle proporzioni del taglio, alla rifinitura e alla precisione dello stesso che un diamante è più o meno luminoso e proporzionato. I diamanti risplendono, brillano e “luccicano” grazie alla luce che penetra al suo interno e che uscendo provoca quella lucentezza così pregiata. Vi piacerebbe avere un diamante che non brilla o che brilla poco? Sicuramente no. Quindi anche questa caratteristica è fondamentale, non basta che un diamante sia D con purezza IF, se non ha delle proporzioni giuste, risulterebbe “smorto”. Ovviamente i diamanti con taglio migliore valgono di più. I diamanti con proporzioni del taglio migliori vengono certificati come Excellent, Very good e Good. Sotto la proporzione Good è sempre meglio non scendere.
[IL CARATO]
Il Carato (il termine preciso è carato metrico, abbreviato in ct.) equivale ad un quinto di grammo, in “gergo” gemmologico un carato equivale a 1,00 ct. mezzo carato a 0,50 ct. un quarto di carato a 0,25 ct. un decimo di carato a 0,10 ct. un centesimo di carato a 0,010 ct. fino a questo punto nessun problema, basta spostare un pochino la virgola e il concetto è comprensibilissimo, ma affrontiamo il vero “problema” del carato: Perchè 100 diamanti da 0,010 ct. quindi con una caratura totale di un carato costa circa 1000 euro e invece un diamante solo da un carato ne costa circa 15.000? Perchè l’aumento della grandezza del diamante comporta un aumento del suo prezzo al carato. Una tabella internazionale chiamata “Rapaport” divide i diamanti in fasce di grandezza, ogni fascia di grandezza ha un prezzo diverso, maggiore è la grandezza del diamante maggiore sarà il suo prezzo per carato. Quindi ad esempio i diamanti da 0,010 ct. citati prima hanno un costo esempio di 1000 euro al carato, che motiplicato per 1 carato equivale a 1000 euro. Mentre il costo al carato di un singolo diamante che rientra nella fascia da 1,00 ct. costa esempio 15.000 euro al carato, quindi 15.000 euro moltiplicati per 1,00 ct. = 15.000 euro.